martedì 8 marzo 2011

LE ROSE SUL TERRAZZO


Come nasce una rosa? Cosa può essere accaduto? Che pronubo (ape o bombo) si sia posato sulla rosa sporcandosi le zampette di polline, che poi sia volato verso una altra rosa, attirato dal suo profumo, e posandosi l'abbia fecondata. E' così che nasce una nuova rosa, nata da un seme contenuto nei cinorrodi (un falso frutto derivante da strutture floreali diverse dall'ovario)inghiottito da un uccellino anch'esso portatore di gioie, espulso poi per caso in un vasetto di terra, ha manifestato con il tempo i caratteri di portamento, profumo e non rifiorenza della madre, e la forma del fiore del padre. Quale terreno per le rose, quello ideale è neutro o moderatamente acido, assolutamente non calcareo, deve cioè essere privo di calcio. Una piccola percentuale di acidità contribuisce alla vivezza dei colori. Deve inoltre essere pesante, cioè non sabbioso, semmai argilloso: la rosa ha bisogno di abbarbicarsi al terreno. Al momento dell'impianto quando la sua radice è tenera, si consiglia di aiutare il radicamento con un contribuito di terriccio leggero, tipo compost. Nel periodo le rose hanno bisogno di acqua a giorni alterni. La potatura è forse l'operazione più delicata e importante per le rose. Una vera arte che coniuga buon senso e competenza. Tanto più che le regole cambiano in rapporto a specie e varietà. I rosai tendono in generale ad accumulare molto legno vecchio e improduttivo che va in parte eliminato per stimolare una buona fioritura e far arrivare aria e luce all'interno della chioma. Con la potatura, quindi su tenta di raggiungere l'obiettivo di mantenere la pianta giovane e di farle produrre più fiori possibili. Importante è ricordare che non bisogna mai stravolgere il portamento naturale, ma operare con attenzione e sensibilità procedendo con cautela. Infine è necessario ricordare che le forbici devono essere molto affilate condizione essenziale per effettuare un taglio netto che cicatrizzi velocemente. Passato l'inverno tutte le rose e in special modo quelle moderne caratterizzate da un legno tenero e quindi più soggette a danni da gelo intenso possono presentare seccumi ramnali, sopratutto in corrispondenza del taglio eseguito nel corso della stagione precedente. questi punti non vitali rischiano infatti di diventare un facile porta di accesso per patogeni di ogni tipo. E' molto importante percio recidere il prima possibile il rami secco sino a incontrare il midollo sano e integro riconoscibile perché di colore chiaro.

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