sabato 6 luglio 2013

VIVERE NELL'ACQUA


A partire da giugno si possono trasferire in idrocoltura le orchidee, con molti vantaggi. Con questo metodo, diventa facile gestire sia le annaffiature sua le concimazioni che potranno essere effettuate una volta alla settimana, tutto l'anno senza timori di eccessi o carenze. Il passaggio in idrocoltura comporta sempre un minimo rischio, che può essere minimizzati da una procedura perfetta scelta del momento giusto e pulizia accuratissima delle radici da qualsiasi detrito organico. Le piante di orchidea adatte alla coltivazione sono Phalaenopsis, Cattleya, Cymbidium e Paphiopedium a foglia verde. Come base di partenza si può iniziare dalle piante giovani radicate i famosi keiki che si formano facilmente sulle Phalaenopisi e i Dendrobium. Con le piante adulte, si tratta di sostituire il tradizionale substrato formato da pezzetti di corteccia di conifera con le palline di argilla espansa per idrocoltura e di utilizzare un vaso di plastica senza fiori, sul quale si praticano con una pistola elettrica per bricolage due forellini laterali di 0,5-1cm di diametro, distanti3-4 cm e a circa 3-4 cm fondo del vaso. Per preparare l'orchidea al nuovo ambiente, dopo averla svasata la si lascia in acqua tiepida per un oretta quindi la si pulisce dai residui di corteccia e dalle radici vecchie o necrotiche. Quando la vegetazione riprende a crescere con un certa vigoria e le nuove radici sono pronte a svilupparsi e il mese giusto per dare inizio a questa operazione.

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