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GELSO UN ALBERO TUTTO DA SCOPRIRE


Il Gelso Bianco (Morus Alba) della famiglia delle moracee, è una pianta originaria della Cina, fu introdotta in tutto il bacino del Mediterraneo dai Greci per l'allevamento dei bachi da seta. Questi ultimi nutrendosi delle sue foglie, producono il bozzolo da cui si ricava il prezioso filo. Ne esistono tre differenti specie il gelso bianco, rosso e nero, tutti a foglie caduche di varie dimensioni. Il gelso bianco può crescere fino a 2o metri sono molto variabili nella forma, possono crescere a piramide oppure spioventi. Il gelso rosso può raggiungere invece i 30 m. mentre il gelso nero, il più piccolo dei tre, ha una forma a cespuglio. Le specie variano molto in longevità, i gelsi rossi raramente vivono più di 75 anni, mentre quelli neri sono noti per dare frutti per centinaia di anni. Il gelso bianco è così chiamato per il colore delle sue gemme, piuttosto che per il colore dei suoi frutti, con foglie sottili, lucide, verdi chiaro variamente lobate. Le foglie del gelso rosso sono più grandi e più spesse, leggermente smussate ruvide sulla superficie superiore e pubescenti sotto. Le foglie di gelso nero sono più piccole sono simili a quelle del gelso rosso, ma con robusti rami e germogli. Quando i fiori vengono impollinati, iniziano a gonfiarsi, in apparenza, ogni piccolo fiore gonfio assomiglia grosso modo alla drupa individuali di una mora. Il colore del frutto però non identifica le specie di gelso, per esempio i gelsi bianchi, possono produrre un fiore bianco, lavanda o nero. I frutti del gelso bianco sono in genere molto dolci, ma spesso mancano della acidità necessaria. I frutti del gelso rosso invece sono rosso scuro, quasi nero, e nel migliore dei casi hanno un sapore quasi uguale a quella del gelso nero. I frutti del gelso nero invece sono grandi e succosi, con un buon equilibrio di dolcezza e asprezza che li rende la migliore specie di gelso in natura. Ha un sapore rinfrescante che in qualche modo ricorda il pompelmo. I frutti scuri del gelso nero simili alle more. sono adatti per il consumo fresco, marmellate, macedonia, dolci, grappe. Sono piante facili da coltivare, poco sensibili alle malattie, ma molto esigenti in fatto di spazio, vivono a lungo e nel tempo diventano imponenti. Il gelso lo si trova soprattutto nella Sicilia dove alcune strade sono fiancheggiate per chilometri e chilometri da questa pianta rapida e generosa, non si ammala quasi mai, resiste al freddo e vive per decenni. Per prevenire il rinsecchiamento delle drupe è bene somministrare fertilizzanti granulari a lenta cessione a base di potassio in maggio e in agosto e curare molto l'irrigazione che non deve essere eccessiva ma nemmeno dilazionata al punto da lasciar asciugare completamente il terreno alla base delle piante albero.

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Non annaffiate troppo (troppa acqua danneggia le radici. Le foglie diventano gialle invece che verdi). Non annaffiare poco (troppo poca acqua frena la crescita e lo sviluppo dei fiori nuovi).


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CICLAMINO FAQ

Dove sistemare i ciclamini, in casa o sul terrazzo? Quali sono le posizioni da evitare ?Sistemate i ciclamini in un locale luminoso, ma al riparo dal calore.
Il ciclamino in vaso ha bisogno di luce, e va protetto dai raggi solari diretti. Preferisce ambienti freschi. Per prolungarne la fioritura, potrete sistemarlo nel soggiorno, vicino ad una finestra, preferibilmente non orientata a sud e, soprattutto, lontano dai radiatori. Stanze fresche, camere da letto, ingressi o vani delle scale rappresentano spesso ambienti ideali per il ciclamino. Per conservare più a lungo la vostra pianta, potrete anche metterla fuori, di notte, scegliendo un adeguato riparo nelle regioni più fredde. Infine, sulla vostra veranda, il ciclamino si troverà come nella serra dell’orticoltore.
Come va innaffiato il ciclamino ?1) Potrete annaffiare il ciclamino dall’alto, con un innaffiatoio a collo lungo, sul bordo del vaso, evitando di bagnare il bulbo situato al centro della pianta. Basta innaffiarlo …

LA MIGLIORE STAGIONE DELLE ORTENSIE

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La buca va scavata di dimensione doppia, sia in larghezza che in profondità, della zolla da piantare. Deporre sul fondo dello stallatico ben maturo o del composto. Riempire con la terra dello scavo, alla quale si sarà aggiunto sabbia o composto di foglie, per aiutare la ritenzione dell’acqua. Bagnare abbondantemente. Una buona pacciamatura, attorno alla pianta, aiuterà a mantenere l’umidità desiderata. Controllare, nei giorni successivi, se la pianta dà segni di sete: in quel caso bagnare copiosamente. Se si pianta l’ortensia in mezzo al prato, lasciare un anello di terra nuda attorno al piede del cespuglio, perché le sue radici non soffrano la concorrenza di quelle dell’erba. Man mano ch…