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CAMELIA E PACHIRA

Oggi rispondo con un post alle tante email che mi arrivano con indirizzo sbagliato o incompleto impedendomi di fatto di rispondere alle vostre domande, vi chiedo quindi di essere maggiormente precisi/e altrimenti non potrò rispondervi.
Una delle email più frequenti che arrivano riguardano due piante meravigliose la PACHIRA e la CAMELIA. Capita spesso infatti che la PACHIRA tenuta davanti ad una vetrata e quindi in ottima luce comincino a seccarsi le foglie verso la punta e che in alcuni casi si arrivi anche alla caduta dell'intera foglia. La prima cosa da evitare è non far soffrire la sete alla pianta per periodi prolungati, risulta infatti sempre molto difficile trovare il giusto equilibrio nelle annaffiature. Se sono troppe scarse, si seccheranno le punte delle foglie, se sono troppe abbondanti appassiranno senza seccarsi prima. L'eccesso d'acqua porta facilmente a morte la pianta la carenza causa solo una certa sofferenza.
La CAMELIA invece richiede una posizione riparata da pioggia e neve agenti che rovinano la fioritura, annaffiature costanti appena il terriccio in superficie si asciuga, concimazioni con un prodotto liquido per acidofile ogni 15 gg fino al termine della fioritura, non teme il freddo, anche rigido. In primavera-estate la pianta va tenuta in posizione ombreggiata, fresca e ventilata, rinvasandola ogni due anni, annaffiandola appena prima che il terriccio in superficie si asciughi, concimando in marzo con un prodotto granulare per acidofile e ripetendo in settembre.

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Come pianta da camera, negli ultimi anni l'Anthurium ha subito uno sviluppo profondo, sia in termini di struttura, dimensioni del vaso, durata, che di colore, forma e dimensioni del fiore.
Per questo l'Anthurium da vaso si è sviluppato fino a diventare una pianta adatta a qualsiasi ambiente, da un locale arredato in stile moderno a uno classico, da un ambiente di lavoro a uno domestico.

Consigli per la cura: Molta luce, ma non sole diretto;Temperatura ambiente (non sotto i 17°C);Annaffiare due volte alla settimana (più o meno 250 ml di acqua tiepida);Concimare ogni tre settimane. Importante annaffiare uniformemente e con regolarità (non lasciare mai seccare troppo la pianta, e nemmeno annaffiare troppo)
Non annaffiate troppo (troppa acqua danneggia le radici. Le foglie diventano gialle invece che verdi). Non annaffiare poco (troppo poca acqua frena la crescita e lo sviluppo dei fiori nuovi).


Le macchie marroni sulla foglia dell’Anthurium possono avere diverse cause:
terreno troppo…

CICLAMINO FAQ

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Il ciclamino in vaso ha bisogno di luce, e va protetto dai raggi solari diretti. Preferisce ambienti freschi. Per prolungarne la fioritura, potrete sistemarlo nel soggiorno, vicino ad una finestra, preferibilmente non orientata a sud e, soprattutto, lontano dai radiatori. Stanze fresche, camere da letto, ingressi o vani delle scale rappresentano spesso ambienti ideali per il ciclamino. Per conservare più a lungo la vostra pianta, potrete anche metterla fuori, di notte, scegliendo un adeguato riparo nelle regioni più fredde. Infine, sulla vostra veranda, il ciclamino si troverà come nella serra dell’orticoltore.
Come va innaffiato il ciclamino ?1) Potrete annaffiare il ciclamino dall’alto, con un innaffiatoio a collo lungo, sul bordo del vaso, evitando di bagnare il bulbo situato al centro della pianta. Basta innaffiarlo …

LA MIGLIORE STAGIONE DELLE ORTENSIE

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La buca va scavata di dimensione doppia, sia in larghezza che in profondità, della zolla da piantare. Deporre sul fondo dello stallatico ben maturo o del composto. Riempire con la terra dello scavo, alla quale si sarà aggiunto sabbia o composto di foglie, per aiutare la ritenzione dell’acqua. Bagnare abbondantemente. Una buona pacciamatura, attorno alla pianta, aiuterà a mantenere l’umidità desiderata. Controllare, nei giorni successivi, se la pianta dà segni di sete: in quel caso bagnare copiosamente. Se si pianta l’ortensia in mezzo al prato, lasciare un anello di terra nuda attorno al piede del cespuglio, perché le sue radici non soffrano la concorrenza di quelle dell’erba. Man mano ch…