IL DOLCE NUZIALE


(Editoriale Fiori&Foglie)
Il dolce nuziale si presenta generalmente su un espositore a tre o più piani: quasi sempre comprende pan di Spagna farcito di crema o cioccolato ed è ricoperto, e guarnito, con glassa di zucchero. Sempre di zucchero sono fatte le statuine che vengono poste al vertice, una raffigurazione abbastanza impersonale della coppia coinvolta. Ma, nel corso del tempo, sono nate mille varianti, una più golosa dell’altra.
La coppia formata da appassionati di leggende come Robin Hood, Santo Graal, Re Artù? Bene, eccovi 3 ripiani a forma di castello, con tanto di merli e torri di zucchero e, volendo, angioletti svolazzanti, guerrieri con armatura oppure con archi e frecce.
Se poi ci fosse anche una coppia che ama prendersi in giro, ecco quello che fa per loro: 2 ripiani di zucchero bianco a forma bombata con festoni di zucchero color malva. Se non vi piace il malva, si può fare anche in blu, con bellissime calle bianche. Al top, la sposa in abito bianco trascina verso l’altare, afferrandolo per la collottola, un povero sposo spossato e semisvenuto sul pavimento.
Siete tutti a dieta? Bene, cè anche la crostata nuziale con frutta fresca: 5 ripiani bordati da biscottini zuccherati posti in verticale, ricoperti di fragole freschissime e bordata da nastri di zucchero con immensi nodi damore.
A nessuno piace il dolce? Non ci credo, ma comunque cè una soluzione-dessert nuziale: 3 ripiani con forme di formaggio, sul quale vengono disposti, in bella mostra, frutti (o volendo, verdure) freschissimi.
Ci sono pochi soldini? Bene, eccovi la soluzione a forma di cascata. Fontane di cioccolato fuso tiepido, grandi ciotole con forchettina da fonduta e montagnole di frutta fresca tagliata a pezzetti. S’infilza la frutta, la si immerge nella cascata, e la si porta alla bocca.
Queste non sono che alcune delle soluzioni per gli sposi di oggi, che devono fare rigidamente i conti con la realtà ed il portafoglio. A meno che non si faccia un matrimonio in una cappella d’alta montagna, con sposi ed ospiti, nonchè sacerdote, in scarponi da roccia. Alla fine del rito, polenta, carbonata e grappa per tutti!
Allora buon matrimonio a tutti!

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1 commento:

Anonimo ha detto...

complimenti

Mariangela