venerdì 28 marzo 2008

LA MIGLIORE STAGIONE DELLE ORTENSIE

La stagione ideale per piantare le ortensie è la primavera, quando non vi sia più pericolo di gelate o l’autunno, nei climi più caldi. Evitare comunque di piantare in una giornata particolarmente rigida o di vento freddo. La condizione migliore è quando, dopo la pioggia, il terreno è friabile e umido.
La buca va scavata di dimensione doppia, sia in larghezza che in profondità, della zolla da piantare. Deporre sul fondo dello stallatico ben maturo o del composto. Riempire con la terra dello scavo, alla quale si sarà aggiunto sabbia o composto di foglie, per aiutare la ritenzione dell’acqua. Bagnare abbondantemente. Una buona pacciamatura, attorno alla pianta, aiuterà a mantenere l’umidità desiderata. Controllare, nei giorni successivi, se la pianta dà segni di sete: in quel caso bagnare copiosamente. Se si pianta l’ortensia in mezzo al prato, lasciare un anello di terra nuda attorno al piede del cespuglio, perché le sue radici non soffrano la concorrenza di quelle dell’erba. Man mano che il cespuglio si allarga, ingrandire l’anello attorno al piede. Se si pianta in terreno scosceso, creare, con l’aiuto di grosse pietre o altro materiale, una sorta di conca attorno alla base della pianta che raccolga l’acqua e le impedisca di scivolare tutta via.
Se l’ortensia è coltivata in vaso, questo dovrà essere di dimensione adatta alla pianta e proporzionato al suo sviluppo futuro. Quando non sia più possibile continuare a procurare vasi sempre più grandi, sarà utile –al termine dell’inverno- togliere dal vaso, diventato stretto, tutta la zolla senza romperla. Con una lama tagliente asportare una fetta, corrispondente all’incirca ad un quarto dell’altezza della zolla. Rimetterla nello stesso vaso, aggiungendo nuova terra ricca di sostanze nutritive. Porre temporaneamente il vaso all’ombra, bagnare e spruzzare i fusti abbondantemente.
Se la pianta è in zolla, la messa a dimora si effettuerà in inverno. Una pianta giovane si adatterà più facilmente alla nuova collocazione, mentre un soggetto più adulto e/o di grande taglia dovrà essere più seguito per curarne l’attecchimento. Se le estremità delle radici si presentano rovinate, spuntatele con cesoie ben pulite e la zolla troppo compatta dovrà essere lavata con un getto d’acqua a pressione moderata.
Le piante in contenitore hanno il vantaggio di poter essere piantate tutto l’anno, salvo durante i periodi di siccità o di gelo e di poter essere scelte quando sono in fiore. Se svasando la zolla, le radici si presentano infeltrite e tappezzanti l’intera superficie esterna che era a contatto delle pareti del vaso, sarà indispensabile rompere questo strato infeltrito con tagli che lo incidano dall’alto in basso, quindi spettinare le radici lungo le incisioni e immergere la zolla in un secchio d’acqua (piovana sarebbe l’ideale) per almeno due ore.

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