mercoledì 11 marzo 2015

ERBACEE DA SOLE A CRESCITA RAPIDA

Mimma Pallavicini.

Si piantano in primavera quando non sono più alte di 10-15 cm e in una stagione, a volte in un mese o due, si trasformano in svettante ornamento fiorito del giardino. Poco considerate, le erbacee perenni di taglia alta sono invece una risorsa eccellente perché a crescita rapida e, se manca spazio, possono persino sostituire gli arbusti nella dimensione verticale del giardino. Ci sono dimenticanze ingiustificate, tra queste il ruolo che rivestono in giardino le erbacee perenni di taglia alta. Ben che vada, vengono riservate alle aiuole informali di campagna nella convinzione errata che, maggiore è l’altezza, maggiore sarà il disordine e di conseguenza maggiore l’impegno di manutenzione. Al contrario, piante come l’anemone giapponese, il delphinium e il penstemon, dall’alto delle loro misure di tutto rispetto, sono ordinatissimi ed eleganti anche nei giardini più composti; altre, come i lupini e le emerocallidi, sono svettanti solo all’epoca di fioritura e negli altri periodi conservano un fogliame compatto e armonioso. Altre ancora, come la valeriana rossa, l’altea, il papavero orientale, sono sì un po’ scompigliate, ma è il loro pregio maggiore, dopo le due virtù che accomunano tutte queste piante: la rusticità e la velocità di crescita, che invoglia ad acquistarle in vaso ancora alle mostre di giardinaggio di maggio e a piantarle a poche settimane dalla fioritura.
 Il millefoglie (Achillea millefolium)

Umile e diffusa pianta dei prati italiani, sviluppa in un attimo steli fioriferi alti da 70 cm a 150 cm secondo la varietà che, da giugno ad agosto, reggono ombrelle di fiorellini. Sono state selezionate varietà bianche come in natura, ma soprattutto gialle, rosa, rosse. Dove piantarlo: al sole, in qualsiasi terreno ben drenato, anche povero. Come piantarlo: abbastanza superficiale e, per creare macchie, distanziando le piante di 30-40 cm tra loro in tutte le direzioni Perché piantarlo: è una perenne molto facile da coltivare e di grande effetto cromatico per tutta la prima parte dell’estate. Ottima nel giardino naturale, perché alimenta le farfalle e gli insetti. Consigli utili: tagliate le ombrelle di fiori non appena appassiscono per favorire la produzione di nuovi boccioli. Da una pianta, nel giro di tre anni potete ottenerne tre, dividendo i cespi a inizio primavera. Idee di utilizzo: scegliete il millefoglio come sfondo delle erbacee basse o in associazione ai coreopsis gialli oppure ai delphinium e alla salvia blu. La nuova varietà “Feuerland” (nella foto) ha fiori cangianti molto interessanti: rossi quando sbocciano, poi   arancioni e, invecchiando, giallo crema.

L’altea pallida (Althaea pallida)
L’altea pallida (Althaea pallida) È uno dei malvoni più alti (sino a 220 cm), più rapidi a crescere e più spettacolari. I suoi grandi fiori semplici, rosa lillacino più scuri al centro, sbocciano da maggio a settembre. Dove piantarla: in terra arricchita con letame, piuttosto pesante, in pieno sole Come piantarla: Dopo la messa a dimora annaffiate a fondo, coprite il terreno con una pacciamatura di compost o paglia e legate lo stelo principale a un tutore che emerga dal terreno per almeno 80 cm. Perché piantarla: È un fiore da giardino di campagna, fa simpatia con quel suo portamento da gigante… timido. Consigli utili: Annaffiando non bagnate le foglie: con il caldo e l’umidità possono ammalarsi di ruggine. Non appena in autunno la fioritura rallenta, tagliate gli steli a 15-20 cm da terra: si formeranno prima dell’inverno le gemme per il prossimo anno. Idee di utilizzo: associate questa altea ai settembrini e agli anemoni giapponesi per trionfali scene di fine estate.

L’anemone giapponese (Anemone japonica e A. hupehensis)

È una delle erbacee perenni più longeve: senza alcuna operazione vive anche trent’anni, formando ampie macchie che si tingono di bianco, rosa o porpora tra agosto e ottobre. Ogni anno, tra la primavera e l’autunno, cresce sino a 1,5 m di altezza. Dove piantarlo: in terra molto fertile, fresca ma drenata, in mezz’ombra. Come piantarlo: Lavorate bene il terreno e aggiungete una notevole quantità di letame, poi interrate piuttosto profonde le radici carnose, facendo attenzione a non ferirle. Distribuite in superficie un pugno di fertilizzante minerale in granuli e annaffiate. Perché piantarlo: Per l’eleganza: nonostante l’altezza, è una pianta che si mantiene composta e leggera. Consigli utili: Non toccate più l’apparato radicale di questo anemone per molti anni. Se volete moltiplicarlo, staccate a fine autunno i ricacci che si formano alla periferia del cespo principale e fateli radicare in vasetti riempiti di torba e sabbia in parti uguali. Idee di utilizzo: Per rischiarare una siepe sempreverde o una quinta di conifere scure, piantate la varietà classica ‘Honorine Jobert’, con un’abbondante fioritura candida, oppure ‘Charlotte’, a fiori rosa perlaceo semidoppi. Se preferite l’impatto dei colori accesi, provate la varietà “Superba”, rosa vivo, associata a settembrini della stessa tonalità.

venerdì 27 febbraio 2015

PROFUMO SENZA TEMPO LA MIMOSA

Con le sue piccole fragili palline composte da centinaia di pistilli, la mimosa crea un'atmosfera di dolcezza generale. Le colline si colorano di un giallo splendente, il dolce profumo della mimosa riempie l'aria e i ricordi d'infanzia ritornano uno a uno. Come un vero e proprio raggio di sole in pieno inverno, la fioritura della mimosa annuncia la primavera con una forza e un'audacia uniche. La specie piu' rustica è l' Acacia retinoides per la fioritura molto abbondante e prolungata dalla primavera fino al tardo autunno. Molto simile è l' Acacia saligna che fiorisce da marzo ad aprile; è molto vigorosa, ha i fillodi assai lunghi e di colore verde, si adatta a qualsiasi terreno, anche sulle rive del mare, ma resiste poco alle basse temperature; mentre la mimosa selvatica sopporta meglio delle altre mimose le basse temperature e cresce anche sui terreni moderatamente calcarei.
Questa che sta per cominciare è la settimana della mimosa e della festa della donna, anche se a guardar bene i rami dell'albero in giardino si fatica a vedere la fioritura, ma siamo convinti che basteranno pochi giorni di sole tiepido le gialle e candide corolle a cui siamo abituati a vedere si apriranno pronte a sprigionare tutto il loro profumo. Per fiorire la mimosa ci vuole giusto un po’ di sole essendo poveri di acqua, più adatti a sopportare il freddo che a lottare contro il caldo, il quale li asciugherebbe facilmente e li porterebbe alla morte. Ecco quindi spiegato come mai la mimosa preferisca il clima dell’inverno per far la sua fioritura piuttosto che il tepore estivo.


giovedì 13 novembre 2014

DORMIRE CON LE PIANTE IN CAMERA NON NUOCE ALLA SALUTE


Tenere le piante nella propria camera da letto è nocivo o è solo un vecchio mito da sfatare?
Per mantenersi in buona salute è necessario pensare anche all’ambiente in cui si vive, si lavora e si dorme. Un uomo di quarant’anni, vive circa sedici anni sul suo letto. Scoprire cosa faccia bene o no al nostro fisico mentre dormiamo, è quindi molto importante. In questo articolo parleremo in particolare del tipo di effetti che derivano dal tenere delle piante nella propria camera da letto. Il rischio di soffocamento è reale o solo un vecchio mito da sfatare?
Quante volte vi siete sentiti dire che dormire con dei vegetali nella propria stanza fa male perché, a seguito del processo di Fotosintesi Clorofilliana, ci rubano l’ossigeno ed immettono nell’aria pericolosa anidride carbonica che finiamo per respirare con conseguenze dannose per la nostra salute? Tante scommetto!
La spiegazione di tale processo naturale va in realtà completata con alcune importanti considerazioni. Le piante, di notte, respirano come gli animali ed emettono bi-ossido di carbonio (CO2), lo stesso gas che esce dai nostri polmoni. Una persona adulta che pesa tra i 50 e gli 80 chili emette molta più anidride carbonica di un ficus benjamin di 20 chili o di una pianta di ciclamini. In questo articolo, oltre a rassicurarvi sul fatto che le piante in camera da letto non fanno male, vi mostrerò come, al contrario, esse contribuiscano al nostro benessere, rendendo l’ambiente più bello, rilassante ed anche purificato.
Ecco alcune delle più importanti funzioni che le piante svolgono in una camera da letto:
- Ridurre i livelli di stress nell’individuo
- Regolare il livello di umidità della stanza in cui dormiamo
- Rimuovere le sostanze nocive presenti nell’aria, ossia purificarla.
In modo particolare certe piante come l’Areca e il Potos sono particolarmente adatte allo scopo. La prima è stata ribattezzata “pianta del soggiorno” poiché pulisce l’aria durante le ore di luce, la seconda invece filtra l’aria, ripulendola dalla formaldeide, un composto chimico che appartiene ai cosiddetti composti organici volatili, potenzialmente presente in molti luoghi di vita e di lavoro. La formaldeide rappresenta un vero e proprio pericolo da tenere in considerazione, perché può provocare diversi danni al nostro organismo.
Esiste poi una terza amica verde, dalle proprietà altrettanto purificanti ma che, a differenza delle altre, lavora proprio di notte, motivo per cui è stata ribattezzata “pianta della camera da letto”. Si tratta della Sanseveria: di notte consuma anidride carbonica e produce ossigeno. Persino i ricercatori della Nasa la consigliano come una delle più adatte ad essere collocata nei luoghi chiusi, non avendo particolari esigenze d’acqua o di terreno. Se state già pensando di farla diventare parte dell’arredamento dell’ambiente in cui dormite, ricordatevi di collocarla in una zona protetta e luminosa durante il giorno.
Certo è che ogni pianta ha le sue peculiarità specifiche da tenere in considerazione, soprattutto rispetto alle proprie caratteristiche fisiologiche o a particolari patologie, come allergie. In modo particolare è consigliato evitare di mettere nella propria camera alcune piante a fiori come orchidee, giacinti, gigli, gladioli ed in qualche caso anche rose. Il motivo è legato al loro profumo intenso che potrebbe rendere più difficoltosa la fase di addormentamento, oltre che svegliarci nel cuore della notte.

Ovviamente chi soffre di allergia ai pollini è meglio che bandisca ogni pianta dalla stanza in cui dorme. Per tutti gli altri, invece, consigliamo di scegliere l’aloe vera, la sansevieria o il ciclamino: queste piante, infatti, rilasciano ossigeno nell’aria anche di notte con il buio.

domenica 28 settembre 2014

CHIESA SAN PIETRO VOZE


 La chiesa di San Pietro a Voze si affaccia sulla splendida baia di Noli, sospesa fra l'azzurro del cielo e il turchese del mare. Il prefetto punto di partenza per organizzare il vostro matrimonio. Una scelta speciale per un giorno speciale mi verebbe da dire, romanticismo e originalità, che vi sapra regalare nella magica atmosfera del paesaggio ligure. La magia ha inizio nel momento stesso che sceglierete questo località senza contare che vicino alla chiesa troverete una location esclusiva ed elegante il Paradiso di Manu, ideale per festeggiare il giorno delle nozze.  Tra i particolari che contribuiscono a rendere la cerimonia indimenticabile, i fiori sono a pieno titolo dei protagonisti. La decorazione floreale è un elemento determinante, perchè crea un bel colpo d'occhio, una nota di colore. La chiesa di Ortensie è un classico che non tramonta nel tempo pur mantenendo una costanza nella forma. Quindi, oltre a materiali ed accessori innovativi che si rinnovano di anno in anno perfezionandosi possiamo raffinare l'addobbo con la scelta di nuove soluzioni floreali. Nell'addobbo della Chiesa di Voze abbiamo abbinato le Ortensie con fiori di Lisianthus, gisofila, peonia ed edera aponendo l'attenzione su un fiore in particolare richiesto dalla sposa la Peonia. Se vuoi richiedere un preventivo gratuito e senza impegno, scrivi una email a info@fioristamariangela.it

PASSIFLORA



Un insolito fiore viene ospitato in molti giardini è un rampicante molto diffuso tanto da essere considerato a volte un corposo infestante. Di solito le corolle selvatiche hanno corolle costituite da cinque petali, cinque sepali e da una meravigliosa corona di filamenti,  che hanno la funzione di attirare gli insetti impollinatori, sopra i quali si ergono (che bella parola) tre signo e cinque antere. Il suo aspetto di certo non passa inosservato ma la Passiflora si contraddistingue anche e spesso per le foglie di un verde intenso e dalla forma bilobate a tre cinque fino a nove lobi.
La passiflora amano il sole pieno grazie al quale immagazzinano molta energia, non sono particolarmente esigenti in fatto di terreno ma mescolando torba e pomice oppure aggiungendo al terriccio universale qualche manciata di pomice lo rendono ben drenato e adatto alla varietà. Somministrando un concime liquido pe piante fiorite con un tenore di fosforo e potassio più alto rispetto a quello dell'azoto stimolerà la fioritura. In alternativa si può usare un fertilizzante da terra da lenta cessione. Non sono esigenti in fatto di irrigazioni sopportando anche brevi periodi di siccità. La passiflora di può riprodurre per seme dalla primavera all'inizio dell'autunno. Per facilitare la germinazione di lasciano i semi per due giorni in acqua, quindi sistemati in vasetti con sabbia e torba in parti uguali. Quando le piantine emettono due foglie o tre foglie si potranno piantare in vaso o in piena terra.

PODOCARPO DA TALEA


Siamo in tempo per creare con le nostre mani le talea di bonsai partendo da alcuni rami apici di rametti. Come si crea il bonsai da talea? Vediamolo
Recidete dei rami di un anno di 3cm di lunghezza. Lasciate intatte le foglie che proteggono la gemma apicale. Con un piccola forbice, tagliar le foglie basali e con un coltellino praticate un doppio taglio a V alla fine della talea. Versate uno strato di ghiaia sul fondo di un vaso di terracotta di 15cm di diametri. Colmate con un terriccio di granulometria fine e inserite per mezzo centimetro le talee inclinate verso l'estremo, piuttosto vicini al bordo del vaso. Sotto, sistemate un vassoio colmo di ghiaia da tenere bagnata: l'umidità favorisce l'attecchimento delle talee. 

sabato 27 settembre 2014

SAMBUCO


 Rustico e poco esigente, illumina e profuma le siepi con infiorescenze candide, seguite da frutti neri e lucidi. Il sambuco è un cespuglio tipico dei boschi freschi e umidi che appena può occupa velocemente, ma tende anche a prosperare nei giardini accanto ai centri abitati. Due i momenti di pura maestosità: quando, da aprile a giungo, si riempe di infiorescenze a disco giallo crema, delicate come pizzi e quando, tra agosto e settembre, si carica di grappoli di piccoli frutti lucidi e neri, portati da piccoli color giallo corallo, tipico dell'arrivo dell'autunno. Il sambuco in giardino non deve mancare con le piccole drupe si preparano le marmellate mentre con in fiori si aromatizzano torte e bevande, uniti ad acqua, zucchero e limone. Il sambuco rustico e poco esigente, è ideale anche per creare barriere frangivento e siepi di confine. Per ricavare dalla piante del proprio giardino i semi per l'anno successivo a partire da meta agosto lasciate i fiori più belli, una volta appassiti, nel tardo pomeriggio di una bella giornata di sole quando ormai il caldo non è troppo intenso potete raccogliere i semi. Se le corolle non sono tutto essiccate è opportuno tagliare gli steli sfioriti e farne bouquet da infilare a testa in giu in un sacchetto di carta che verra appeso in un luogo ombroso e aerato in una quindicina di giorni i semi cadranno al fondo del sacchetto e basterà recuperarli. I semi mantengono il potere germinativo fino a tre anno e più vanno conservati al riparo dall luce e dall'umidità in scatole e sacchetti di carta,

martedì 27 maggio 2014

MATRIMONIO CIVILE ALLA TENUTA LA GINESTRA


Il sogno di molti sposi è quello di riuscire a celebrare il proprio matrimonio in un luogo speciale e unico, creando un allestimento romantico e elegante magari con archi di fiori, petali sparsi a terra e nastri che cadono dagli alberi mossi dal vento…
Oggi tutto questo è possibile grazie alle numerose location sparse sul territorio ligure, il consiglio è quello di scegliere per la cerimonia simbolica la stessa location in cui si svolgerà il banchetto nuziale, dando così anche maggiore continuità ai festeggiamenti.
La Ginestra della ditta Negro Ricevimenti,  riesce a soddisfare nel migliore dei modi questa esigenza; lo scambio delle promesse può avvenire sull’ampio prato all’inglese mentre il ricevimento può essere ospitato nel tenda struttura mobile.
Nel caso di matrimonio civile, decidete il luogo della cerimonia e come prima cosa richiedete il permesso all’Ente Comunale competente.
- Per la cerimonia civile potete scegliere il celebrante, perciò chiedete a una persona a voi cara se desidera avere questo importante ruolo nel vostro matrimonio. In caso di rito civile deve essere un ufficiale giudiziario, che potrete scegliere liberamente previo accordo con il Comune ospitante (quello della location).
- Se il luogo scelto è ampio e avete molti ospiti, prevedete un impianto audio e due microfoni per permettere a tutti di seguire la cerimonia.
- Nelle partecipazioni che invierete agli invitati indicate con chiarezza che il rito avverrà in un luogo aperto. Ognuno deve aver modo di prepararsi al meglio.

domenica 4 maggio 2014

UN TERRAZZO DI IMPATIENS


Le Impantiens sono in grado di offrire nel periodo estivo fioriture spettacolari tanto quanto quelle prodotte da altre specie come il geranio ma praticamente permanenti per tutta la stagione calda.  Dopo gli spenti colori dell'inverno le impantiens rallegrano e vivacizzano con grande generosità balconi, terrazzi e giardini colorandoli intensamente in ogni angolo e regalando una profusione di fiori ripetuti per tutta la bella stagione, cedendo solo al primo freddo. In primavera e sopratutto nel mezzo dell'estate quando i colori del giardino tendono a spegnersi e domina il verde sono le specie annuali come le impatiens ad attirare la vista e a fornire le note cromatiche più spettacolari. Le ragioni che possono indurre a scegliere le impatiens tra i fiori di stagione sono molte la grandissima generosità offerta con la fioritura, la grande variabilità di colore, la fioritura prolungata che in molti casi si potrae sino all'inverno. Definendo un progetto ispirato a queste piante possiamo dire che la forma alla orizzontale è da considera la migliore. Quindi sono da considerare piante che dipingono il nostro terrazzi e di conseguenza la colorazione delle superfici orizzontali perfette per le vaschette rettangolari da 40-50 centimetri, infatti tendono ad allargarsi a macchia crescondo in altezza solo di 40-50 centimetri. La particolarità del colore sono derivate dal fogliame nella veste brillante con sfumature bronzate o rossastre, spesso a screziature. I fiori disponibili hanno una vasta gamma che passa dal rosarossso al bianco, e colorazioni vivaci in tinte pastello. Se optiamo per una pianta che si adatti bene al sole possiamo definire la impantiens pianta adatta a tale scopo, la radiazione luminosa rappresenta uno dei primissimi elementi vitali per queste piante, ma come per qualunque specie vegetale bisogna ricordare che di regola le impatiens crescono bene in condizioni di umidità alta, visto che se fosse bassa bloccherebbe la crescita vegetativa per far iniziare la fioritura. Nel caso dell impantiens è molto più corretto bagnare con dosaggi piccoli e frequenti piuttosto che bagnare troppo abbondantemente; e meglio bagnare con poca acqua tutti i giorni piuttosto che innaffiare con dosi elevate un volta ogni tanto.

mercoledì 9 aprile 2014

IL FUNGO VIOLA

La natura è un miracolo che si perpetua ogni giorno davanti ai nostri occhi, e noi spesso non riusciamo a vedere. Capita infatti di imbattersi in un stupendo fungo dai colori brillanti, viola, sotto alberi di quercia e terreni ricchi di muschio. L'inizio della primavera è il momento migliore, sono sulla cima della collina difronte a me si aprono le vallate, sulle montagne che la neve non ancora sciolta fa sembrare vicinissime. Non è la sola cosa che mi capita di vedere, passa un attimo e schizza nella fitta chioma di un cespuglio li vicino a me una femmina di mini lepre a cui mi sono involontariamente avvicinata troppo. La immagino a fissarmi con odio durante la mia innocente passeggiata, per lei inopportune: ho superato senza volerlo la distanza di sicurezza che l'ha costretta a lasciare il suo nido ben nascosto, al ripari da volpi e faine. E' una di quelle giornate in cui il cielo sembra gonfio, a tratti nero di acqua buono per le gemme e a tratti carico di luce, illumina la strada lungo il sentiero sono da poco fioriti il non ti scordar di me to be continued!!!


mercoledì 12 marzo 2014

AGAVE

Tra la primavera e l'estate, nei mesi di Maggio e Giugno. Spesso, dopo la fioritura, accanto ai fiori spuntano dei "bulbilli" (piccole piantine già formate) che cadranno sul suolo e daranno vita a una nuova colonia di Agavi. L’Agave è una pianta grassa carnosa e ricca d’acqua,  ama particolarmente le alte temperature mentre non apprezza per nulla le basse temperature invernali, soprattutto delle zone più a nord. Se si decide di coltivarla, pur abitando in luoghi con temperature rigide, deve essere protetta in luoghi caldi come all’interno di una serra, piuttosto che in appartamento o in balconi comunque riparati non riesce a sopportare temperature che scendono al di sotto dei 5°C. L’agave non chiede nient’altro: per la cura della pianta basta una discreta annaffiatura subito dopo la messa a dimora e poi non sarà più necessario bagnarla: non serve nemmeno il concime, che è un “in più”.

sabato 22 febbraio 2014

BUCANEVE


I bucaneve sono piante erbacee perenni, dai bulbi esternamente ricoperti di tuniche marroni, con un germoglio centrale circondato da un tubo a guaina. Le foglie sono appaiate, talvolta anche a 3, a forma lineare o ellittico-oblunga, solitamente più corte del fusto al momento della fioritura, ma poi più lunghe. Il fusto fiorifero, o scapo, può essere cilindrico o compresso ed emerge dalle foglie portando sulla cima un involucro - detto "spata" - da cui poi esce un solo fiore pendulo. Quest'ultimo non ha veri petali, ma 6 segmenti detti tepali, disuguali fra loro e di norma di un bel bianco puro: i tre interni sono assai più piccoli e provvisti di un piccolo seno al margine, mentre quelli esterni sono oblunghi o ellittici. I bucaneve sono quasi sempre di facile coltivazione, a condizione che si seguano alcune regole di base. Il terreno deve essere ricco di humus, ben drenato, umido, di preferenza calcareo o solo leggermente acido e non deve inaridirsi troppo in estate. La posizione migliore è in mezz'ombra, ma anche l'ombra piena viene tollerata: tuttavia, vuole più sole e riparo dai venti freddi. Quasi tutte le specie sono sufficientemente rustiche, sopportando temperature invernali fino a -15° C. Il momento normalmente suggerito per mettere a dimora i bulbi in giardino è l'autunno, fra settembre e novembre, ma non si deve andare incontro al freddo eccessivo. La profondità indicata è di solito fra i 5 e gli 8 cm, con una distanza fra bulbo e bulbo di una decina di cm o qualcosa meno, anche se una semina irregolare è il metodo migliore per ottenere effetti più naturali. Una buona pacciamatura, con foglie secche e paglia, contribuirà a proteggere i bulbi da agenti atmosferici straordinari e da sbalzi termici eccessivi. Il metodo più idoneo per la moltiplicazione è quello della divisione dei bulbi subito dopo la fioritura, a foglie verdi, se possibile ripiantandoli immediatamente per non danneggiare le radici. Coltivazione in vaso Scegliere un contenitore ampio e non troppo basso, possibilmente di terracotta, e provvedere subito ad un buon drenaggio, mettendo sul fondo argilla espansa o ghiaia. Poi, mescolare terriccio da giardino, terriccio di foglie e sabbia fine in parti uguali; interrare i bulbi ad una profondità di circa 2 cm, con la gemma che sporga dalla superficie del terreno. Per una fioritura che avvenga intorno a Natale, questa operazione va fatta subito dopo la fioritura, portando poi i contenitori dall'aperto alla serra calda all'inizio dell'autunno.