sabato 25 febbraio 2012

UN LEGGERO TEPORE NON FA PRIMAVERA

La temperatura sale di 2-3 gradi, arriva la primavera! Ma attenzione ai finti avvii, in Marzo le temperature medie guadagnano, rispetto a febbraio, circa 2 gradi a Sud e 3-4 gradi al Nord. Le notti con gelo via via si diradano anche nella Pianura Padana, ma ondate di freddo e neve sono ancora piuttosto normali, specialmente sulle regioni settentrionali, nelle prima metà del mese. In media le temperature minime variano tra i 2-4 gradi del nord, i 4-6 del centro e i 6-11 del sud, mentre le massime sono più omogenee oscillando tra i 13-14 della Pianura Padana e i 15-16 della Sicilia. Poichè le acque del Meditterraneo sono ancora fredde, sulle coste e sulle isole la risalita delle temperature medie in questo periodo dell'anno è più lenta, mentre la pianure lontane dal mare si intiepidiscono più velocemente man mano che il sole si alza sull'orizzonte percio in questo mese non è raro che, in alcuni pomeriggi sereni di alta pressione i valori termici superino punte di 15 gradi. Tepori precodi favoriscono le fioriture, esponendo le piante ai rischi di successive gelate, che possono giungere improvvise dopo irruzione di aria fredda dal nord europa cosa che purtroppo è già avvenuta. Capitano spesso fioritura "fuori luogo" come Rose Gigantea fiorite ininterrittamente da novembre a dicembre che il giardino vede fiorire solo ad Aprile.

mercoledì 15 febbraio 2012

MUSCARI DALLE SORPRENDENTI TONALITA'

Nei prati poveri, nelle boscaglie iniziano a fiorire già questo mese, mentre al Nord aspettano marzo, nonostante siano tanto piccini, non passano inosservati, grazie al blu zaffiro dei fiorellini panciuti, tra foglie lunghe e sottili che talvolta spuntano già prima dell'inverno. Sono i muscari le bulbose piu graziose e facili da coltivare, proposte anche come annuali da vaso, ma capaci di inselvatichirsi con facilita producendo molti semi che germinano in fretta, cosi come in fretta crescono le piantine. La maggior parte dei muscari è rustica sopporta temeprature di -15, -18 altre sono semirustiche e nei climi più rigidi vanno coltivatiin vaso e ritirati in inverno.Vanno messi a dimora in autunno, a 8-10 cm di profondità e a 4-5 cm di distanza l'uno dall'altro, in terreno ben drenato , anche povero e sassoso, calcareo, argilloso purchè asciutti durante l'estate interrando un concime completo a lenta cessione. Se vogliamo farli naturalizzare nel giardino si dispongono in gruppi irregolari di 10-20 sollevando la cotica erbosa. Dopo l'impianto in piena terra non sono necessarie altre concimazioni, se però si desidera una fioritura ricca e costante, sia in piena terra che in vaso è utile intervenire in autunno-inverno e distribuire due tre volte durante e a fine fioritura, un concime ricco di potassio (k) a pronto effetto. Dalla comparsa all'appassimento delle foglie, in piena terra si bagna solo se non piove, mentre in vaso occorre bagnare, in estate si lasciano asciutti i bilbi.
E' possbile anche seminarli nelle terra occorrono tre anno per ammirare i primi fiori, ma è l'unico modo per coltivare le specie rare. I semi vanno interrati non appena maturi, in luglio, in una miscela composta da due parti di terriccio da semina e una di perlite, a 2-3 cm di distanza e a non piu di 5 cm di profondità. Difficilmente germineranno prima della primavera seguente, ma nel frattempo continuate a tenere umido il terriccio, al secondo annao, in estate-autunno, potete trapiantare le piantine in giardino o in ciottole più grandi. a 7-10 cm di distanza l'una dall'altra fioriranno l'anno seguente.

mercoledì 8 febbraio 2012

ORCHIDEE E ARIA SECCA

Soprattutto d'inverno, ma anche  nel resto dell'anno, capita che la lamina delle foglie giovani di alcune orchidee diventi come plissettata e impieghi diverso tempo prima di distendersi. Tra le cause di questo fenomeno c'è il basso tenore di umidità dell'aria dei nostri appartamenti, dovuto in questi giorni al calore dei termosifoni. Quando questa umidità scende possono verificarsi questi problemi. In particolare sembrerebbe trattarsi di sbalzi di umidità dovuti a nebulizzazioni frequenti o irrigazioni abbondanti seguite da lunghi periodi di quasi totale mancanza di acqua. Il problema di per se non è grave, a meno che le foglie pieghettate non siaani quelle all'interno delle quali si sta tornando lo stelo fiorale. Gli sbalzi di umidità possono alterare la forma delle foglie, come fare perchè non succeda. Per evitare che si verifichi questa situazione esiste una sola regola, cercare di mantenere attorno all'orchidea un grado di umidità il più costante ed elevato possibile. Un vecchio sistema è appoggiare il vaso con la pianta su un sottovaso parecchio più largo del contenitore oppure su un vassoietto con bordo alto un paio di centimetri, colmi di argilla espansa da tenere sempre bagnata: l'acqua evaporando, crea una nuovla di umidità attorno alla vegetazione. A soffrire maggiormente per la mancanza di un livello costante di umidità sono le Miltonie compresi tutti gli ibridi come la cambria e i Dendrobium. Nelle prime le foglie, una volta raggrinzite, anche dopo il trattamento idratante, crescono ugualmente, ma possono stentare ad assumere la forma perfetta. Nei Dendrobium, grazie alla capacità dei fusti di accumulare succhi e acqua, passato il periodo di siccità, le foglie riescono a distendersi e riprendono un aspetto normale.

UNA MAGNOLIA TUTTA NUOVA SI CHIAMA LITTLE GEM

Dimensioni ridotte, vegetazione compatta, corolle da marzo ai primi geli ecco a voi la Magnolia grandiflora. Tra gli alberi sempreverdi, la Magnolia grandiflore ha di sicuro un posto d'onore. Ampie corolle estive, cremose e intensamente profumante, fogliame elegante di un lucido verde scuro in inverno, vistose infruttescenze, simili a pigne rigonfie di semi rossi  la rendono particolarmente decorativa in ogni stagione. Peccato che questa specie non sia adatta alla coltivazione in vaso, perchè, avendo bisogno di spazio e terreno profondo, crescerebbe costretta e stentata. Ma c'è un ma, ed è una bella sorpresa per tutti coloro che fino a oggi hanno dovuto limitarsi ad ammirare la Magnolia grandiflora in parchi e giardini, la sorpresa si chiama Litte Gem. Presenta anche altre qualità. Foglie con la medesima, bella colorazione, verde lucido sulla pagina superiore, bronzo su quella inferiore ma più piccole, cosicchè la vegetazione risulta più folta e compatta con produzione di fiori fin da molto giovane e fioritura lunghissima che si potrae ininterrotta sino ai geli. Inoltre i boccioli più tardivi ibernano e, sopportando senza problemi il gelo, iniziano ad aprirsi già a marzo. Come nelle specie le corolle sono grandi, a coppa, bianco crema e profumate, e anche se durano solo un paio di giorni, vengono immediatamente sostituite da altre.

martedì 31 gennaio 2012

TENERAMENTE INFESTANTE

I delicati fiorellini bianchi e i frutti a forma di cuore fanno di Capsella bursa una deliziosa erbacea da bordura. Al ta una quarantina di centimetri, con foglie poco appariscenti, la Capsella è quella che si potrebbe definire una " piantina minimalista", da apprezzare per i dettagli. Producendo un numero incredibile di semi, circa 40 mila per esemplare, ed essendo estremamente frugale, si diffonde con grande facilità, tatnto da essere considerata infestante. Gli amanti del giardino e delle piante vagabonde, però, le fanno spazio, per sfruttarne le qualità estetiche. Questa biennale erbacea presente in tutte le regioni spesso vive in compagnia di Lolium, Plantago e del Plantago maggiore. Ha foglie basali riunite in rosette e foglie del fusto che si fanno, salendo, progressivamente sempre più piccole. I fiori, a quattro petali bianchi, si trasformano dopo la fecondazione in piccole silique triangolari, con apice smargiato: sono quesi frutti, di forma tanto simile a quella delle borse che i pastori portavano un tempo a tracolla, che hanno suggerito il nome specifico e quello comune di questa crucifera. A noi oggi, questi frutti di pochi millimetri fanno piuttosto venrie in mente piccoli, delicati cuori. Ma il bello della pianta non sta solo nei particolari. Infatti regge bene il calpestio la si può lasciare dove giocano i bambini o dove il passaggio é continuo. I semi gernimano appena toccano terra e la crescita di nuove piantine e a ciclo continuo. E se poi fosse davvero troppo invadente, conteniamola in spazi limitati, come per esempio una mini bordura ai piedi di una siepe.

mercoledì 11 gennaio 2012

LE COMPOSIZIONI SFERICHE ELEGANTI E SCENOGRAFICHE

( sfere di Garofani bianchi)
Una delle più suggestive soluzioni per decorare un matrimonio a tema è quella di utilizzare le composizioni a sfera. Se avete delle semplicissime sedie, potete vestirle con delle cappe bianche e decorarle con i fiori di garofano dentro spugne d'acqua. Le sedie cosi pronte, rimarranno impresse per sempre nei ricordi degli sposi e degli invitati. La scelta di questo tipo di composizioni va stabilita prima dell'evento, a seconda dello stile del matrimonio, lavorando sui colori e sui materiali adatti al posto. In questo caso la scelta è stata adattata per un matrimonio civile, con decori su sedie, curando in particolar modo il tavolo per sindaco e sposi. E' questa anche la situazione migliore per scegliere i petali di rose, affinchè creino una sorta di tappeto piacevolmente profumato.

giovedì 5 gennaio 2012

SENZA IL GELO NON LE VEDREMO FIORIRE

Neve, forte vento, e temperature in calo un perfetto passaggio dall'autunno al bianco dell'inverno, sono decisamente poco rassicuranti. Ma cosa succede se questo non avviene? Bè per alcune specie originarie di aree naturali è indispensabile senza la quale non si verifica il fenomeno della fioritura. Un caso tipico è quello del tulipano e di altre bulbose a fioritura primaverile come narico e giacinto, tanto che le bulbose forzate, quelle che germogliano e fioriscono anche in casa a partire da novembre, vengono sottoposte a un trattamento refrigerante per ingannare il bulbo inducendolo ad una percezione di un inverno artificiale. Anhce l'elleboro o rosa di Natale ha bisogno di sentite il freddo, e fino a gennaio non emette i boccioli. In natura poi e nei boschi italiano, fiorisce subito dopo i geli e talvolta emerge dal manto di neve il delicatissimo bucaneve. La mahonia dalla brillante fioritura gialle, il cotogno giapponese, la forsizia e molti altri arbusti dalla fioritura precoce sono in difficoltà se non percepiscono le basse temperature invernali senza le quali la fioritura, nel tempo, diventa minore. Non resta dunque che accettare i ritmi della natura, sperando che l'uomo non sia troppo capace di deformarli, provocando disastri che i nipoti dei nostri nipoti potrebbero trovarsi ad affrontare.

martedì 27 dicembre 2011

UNA PIANTA CONSIDERATA BENE AUGURANTE, REGINA DEL CAPODANNO

( Vischio )
E’ una pianta strana, il vischio, e per questo ha sempre suscitato curiosità. Già il fatto di crescere su altri alberi è singolare. Se poi lo si osserva con attenzione,si resta affascinati dalle sue caratteristiche.Potete anche seminarlo, ma è bene che ricordiate che è un parassita; qualcuno lodefinisce un semi parassita, poi vedremo perché. Il seme grigio verdastro e piatto è contenuto in una bacca, una opalescente perla piena di una sostanza appiccicosa detta viscina, così appiccicosa che veniva usata per catturare uccelli e anche topolini. Posato il seme su un ramo, preferibilmente di melo o quercia, (il ramo deve essere giovane, altrimenti le piccole radici che si sviluppano dal seme - si chiamano austori - non riescono a oltrepassare la corteccia), armatevi di pazienza e aspettate. Durante il primo anno il seme non farà altro che infiltrare gli austori nel ramo che lo ospita e da adagiato che era si raddrizzerà. Però la pianta che lo ospita ha capito che quella minuscola presenza è pericolosa. Tenterà di respingerlo, generando nuovo tessuto e formando un piccolo rigonfiamento per impedire agli austori di raggiungere i canali legnosi di conduzione, dove assorbiranno la linfa grezza che sale dalle radici. Di solito, ma non sempre, vince il vischio e il secondo anno aprirà due minuscoli cotiledoni. L’anno successivo emetterà le prime due piccole foglioline. Sono passati tre anni, e praticamente se non si è più che attenti il nostro vischio non si vede ancora, ma ormai si è insediato, non lo spodesterà più nessuno. Le sue ramificazioni dicotomiche raddoppieranno ogni anno, ci vorranno 5-6 anni prima che raggiunga una dimensione apprezzabile. Poi la crescita diventa veloce e l’albero che lo ospita comincerà a patirne la presenza. Non pensate, soddisfatta ormai la curiosità, di poterlo eliminare senza mettere in pericolo la vita della pianta stessa: anche se asportato dalla base, ricrescerà sul ramo dove si è insediato, allargandosi sempre di più. L’albero che lo ospita è condannato. C’è chi considera il vischio un semi-parassita perché sottrae all’albero linfa grezza e, avendo clorofilla, la elabora in proprio, contrariamente a quelle piante parassite che ne sono prive (cuscuta, orobanche e la neottia nidus avis, una rara orchidea che si può incontrare nei prati prealpini), tutte obbligate ad assorbire linfa elaborata dai vasi di conduzione librosi. La diffusione del vischio è varia: ci sono zone, nel nord ovest della Francia, dove la presenza è tale da provocare gravi danni. Lo si può incontrare nell’alta Val Susa, in particolare sul Pinus silvestris. Anche i poeti ne sono rimasti colpiti. Pascoli
gli ha dedicato dei versi in uno dei Primi Poemetti. E’ sempreverde, di un indefinibile verde pastello, che con il freddo può assumere una leggera tonalità gialla. La si può vedere con facilità d’inverno, quando gli alberi sono spogli (tranne i pinus); si noteranno dei globi sferici, simili a grandi nidi di uccello, a volte avvolgenti, a volte appesi ai rami con esili fusti. Le foglie oblunghe-ottuse, con nervature poco evidenti, sono lunghe 6-8 centimetri e un po’ carnose. In Italia, e non solo, è considerata una pianta bene augurante e non può mancare nella notte di fine anno; guai a buttare i rametti dell’anno precedente!
Dovranno essere bruciati. Nella mitologia dei popoli nordici il vischio era una pianta magica, generata dai fulmini; poteva essere raccolto solo dai druidi, sacerdoti dei Celti, e in certi giorni dell’anno, rispettando un severo cerimoniale, usando un falcetto d’oro, e si raccoglieva esclusivamente dalle piante di quercia. In Valle d’Aosta il comune di Saint-Denis lo festeggia ogni anno, la tradizione vuole che nell’antichità proteggesse dalle epidemie che decimavano le popolazioni. Era usato in pozioni e infusi, e ancora oggi gli si attribuiscono qualità curative, ma è sempre più difficile trovarlo in erboristeria, sostituito da piante con effetti più sicuri. La famiglia delle lorantacee, oltre a una trentina di specie di vischio, comprende anche i numerosi loranthus, tutti tropicali, tranne il loranthus europaeus (vischio quercino), simile al vischio ma con foglie più piccole e caduche.

venerdì 9 dicembre 2011

L'ALBERO DI NATALE SCOPRIAMOLO INSIEME

L'abete bianco non va confuso con quello rosso, o peccio picea excelsa, il classico albero di Natale insomma, dal quale si differinzia, fra l'altro, per la presenza di una riga bianca sulla pagina inferiore degli aghi. Foglie e soprattutto resina e gemme dell'abete contengono un olio essenziale la provitamina A, e la trementina. La coltivazione di questi giovani esemplari di albero di montagna possono essere piantati con successo in terreni freschi, fertili ma mai argillosi nè con ristagni d'acqua. La crescita è più lenta di quella dell'abete rosso, ma l'albero è piu longevo. L'abete bianco è l'unica specie che cresce spontanea in Italia. All'inizio ha una crescita lenta, ma poi nel tempo si sviluppa cosi in fretta da reggiungere altezze considerevoli, con un tronco drittto, una grande chioma conica dai rami disposti orizzontalmente. Anche l'abete ha il suo fiori e poco appariscente e compare verso aprile maggio. I fiori di una stessa pianta sono a sessi separati: quelli maschili raggruppati nella parte inferiore dei rametti e i femminili in quella superiore, verso la cima dell'albero. Dai fiori femminili fecondati si sviluppano i frutti, le pigne, lunghe anche 16cm che a maturazione si staccano, liberando i semi che il vento disperderà.    
L'abete bianco abies alba, l'abete di Nordmann, l'abete nobile, l'abete norvegese picea abiea, sono le specie più utilizzate nelle'Europa, hanno il considerevole vantaggio di non disperdere velocemente il fogliame, a mantenere buona la colorazione e la fraganza per molto tempo. In natura la forma sclanciata e conica dell'abete bianco raggiunge 60m di altezza, una altezza considerevole! ma un seme, per diventare una pianta di crica 2 metri impiega dagli 8 ai 12 anni, a seconda del genere e della specie. I semi estratti dalle pigne di piante adulte vengono seminati in vivaio e venduti dopo 3-4 anni. Il loro sviluppo dipende dalle condizioni climatiche e dalla qualità del terreno in cui sono coltivati, oltre ovviamente alle cure del floricoltore. La tradizione preferisce l'abete non potato, evidenziando la simmetria naturale dei rami, mentre quella Americana preferisce esemplari tagliati a forma, con fogliame più denso ma meno spazio per appendere le decorazioni. Per mantenere al meglio il fogliame dell'albero la collocazione idela è in un angolo poco riscaldato e lontano da stufe, camini e radiatori.

martedì 6 dicembre 2011

DICEMBRE IL MESE DELLA STELLA DI NATALE

 
Il natale porta con sè voglia di casa e di festa, davvero uniche, che spesso ci inducono a creare un'atmosfera accogliente fatta di colore e di calore. Accanto al tradizionale albero di Natale, già di per sè festosi con luci di giochi cromatici e lussureggianti palline di natale. E' anche il trionfo del rosso e dell'oro, che si accostano al verde, al bianco e all'argento per dare vita ai colori della festa. Il dettaglio, in questi giorni, acquista un'importanza fondamentale, la casa si riempe di simboli che riportano in mente il natale e le sue tradizioni. Piccoli gesti per attimo indimenticabili, si può cominciare attaccando una ghirlanda alla porta sono cosi belle e divertenti, che dispiace sempre doverle riporre, a feste finite. Potere optare per una ghirlada monocroma, tutta di vischio verde, oppure preferire il classico abbinamento di rosso e verde scuro con le tempestine di neve, per i più fantasiosi, c'è sempre l'opzione del salice intrecciato, semplice pulito e pronto da addobbare a piacimento. Ma un natale senza albero e come un dolce senza sapore e allora è estremamente importante farlo decorativo e luminoso, composto da sfere di grandezza decrescente, di colore rosso e verde che gli conferiscono vivacità e allegria. Può essere anche glamour utilizzando ad esempio dei vasi a colonna, valorizzano al massimo la bellezza e la luce di un albero di Natale. Per il tavolo l'oro e il rosso sono i colori del Natale per antonomasia. Conferiscono alla tavola un sapore unico, una gioia di stare insieme e un'eleganza esclusiva, proprio seguendo la tradizione nelle tavola delle feste non deve mancare Agrifoglio e l'Abete per trasformare il pranzo natalizio in un momento di vera gioia e di letizia. Molta apprezzata e amata come simbolo del Natale è la Stella di Natale, nessun altro fiore è capace di brillare di rosso nella settimana festiva del mese di Dicembre e Gennaio. La Poinsettia, Euphorbia pulcherrima, il vero nome di questa pianta straordinaria che comprende piante ornamentali con corona di spine e piante succulente. Il nome del genere, Euphorbia, deriva dal greco medico Euphorbus e include molte erbe e arbusti che hanno una linfa lattea. Il nome pulcherimma, viene dal latino aggettivo Pulcro, il che significa bello o bella. Il rosso appariscente, spesso confuso con i fiori, sono invece le foglie del fiore, i veri fiori sono dei piccoli pistilli, verdi e gialli. Il colore più conosciuto nella poinsettia è il rosso, ma vi sono numerose sfumature di bianco, rosa e combinazioni di colori. Per rifiorire la Poinsettia richiedono 14 ore di buio completo ogni giorno per 6 a 8 settimane prima della fioritura. Qualsiasi interruzione di questo periodo buio può ridurre o impedire la fioritura.

martedì 29 novembre 2011

IL PINO MUGO IL TESORO DELLA VAL SARENTINO

( Pino mugo qui sopra le infiorescenze femminili che appaiono a fine giugno )
Il pino mugo è una conifera molto apprezzata per la forma e il colore dei suoi spendidi aghi disposti sui rami molto elastici, una caratteristica importante per poter sopportare il peso della neve. Proprio per la sua origine montana, è facile comprendere che prediliga terreni calcarei. Nella Val Sarentino, un piccolo paradiso a pochi minuti da Bolzano, dove tutto è perfetto : l'aria, il cielo, le montagne, i boschi, la cucina e l'ospitalità impeccabile il pino mugo viene impiegato come olio per le sue proprietà salutari. Questo olio dal caratteristico profumo blasamico e resinoso ha un effetto stimolante per la mente e per il corpo, l'antico rimedio casalingo in uso in tutta la valla favorisce la circolazione. Ritornando alla nostra pianta e alla nostra conifera numerose sono le varietà per l'utilizzo in giardino roccioso (ricordiamo che ama il terreno calcareo), se vogliamo inserirlo nel nostro giardino, è consigliabile un clima fresco, come la collina e la montagna quindi non idoneo al clima caldo e afoso della pianura. In natura il mugo ha davvero pochi nemici, in giardino e in vaso l'unico riscio reale, come tutte le conifere e gli abeti, è il dissecamento dovuto a condizioni ambientali non adatte come il caldo ma anche il marciume radicale da ristagno idrico. In ogni caso è una specie robusta, longeva e durevole, destinata a tenerci compagnia per molti anni.

mercoledì 16 novembre 2011

MELO EVEREST IL PICCOLO ALBERO DEI FRUTTI ORNAMENTALI

( Melo Everest )
Ecco la foto che ritrae l'albero Malus Everest, un piccolo albero con chioma piramidale ricoperto dei suoi bellissimi frutti di colore rosso, che rimangono sull’albero fino a gennaio inoltrato. E’ un melo ornamentale
partcolarmente bello di dimensioni piuttostto contenute, adatto quindi per l’uso come albero decorativo nel giardino, può servire anche come impollinatore nei frutteti di meli. Sono anche ottimi il sorbo degli uccellatori e il sorbo montano (varie specie e cultivar di Sorbus), disponibili con bacche non solo arancioni, ma anche rosse, gialle e addirittura bianche, il bellissimo albero di Giuda (Cercis siliquastrum), dal colore autunnale giallo aranciato, il melo ornamentale (Malus), con foglie e frutti dai colori diversi, la Catalpa bignonioides ‘Aurea’, con fogliame verde dorato, le cultivar di acero, come gli Acer platanoides ‘Deborah’ e ‘Drummondii’, il biancospino (Crataegus) e numerosi altri generi, come la Photinia villosa (fiori bianchi, frutti rossi, fogliame autunnale rosso aranciato).