mercoledì 9 aprile 2014

IL FUNGO VIOLA

La natura è un miracolo che si perpetua ogni giorno davanti ai nostri occhi, e noi spesso non riusciamo a vedere. Capita infatti di imbattersi in un stupendo fungo dai colori brillanti, viola, sotto alberi di quercia e terreni ricchi di muschio. L'inizio della primavera è il momento migliore, sono sulla cima della collina difronte a me si aprono le vallate, sulle montagne che la neve non ancora sciolta fa sembrare vicinissime. Non è la sola cosa che mi capita di vedere, passa un attimo e schizza nella fitta chioma di un cespuglio li vicino a me una femmina di mini lepre a cui mi sono involontariamente avvicinata troppo. La immagino a fissarmi con odio durante la mia innocente passeggiata, per lei inopportune: ho superato senza volerlo la distanza di sicurezza che l'ha costretta a lasciare il suo nido ben nascosto, al ripari da volpi e faine. E' una di quelle giornate in cui il cielo sembra gonfio, a tratti nero di acqua buono per le gemme e a tratti carico di luce, illumina la strada lungo il sentiero sono da poco fioriti il non ti scordar di me to be continued!!!


mercoledì 12 marzo 2014

AGAVE

Tra la primavera e l'estate, nei mesi di Maggio e Giugno. Spesso, dopo la fioritura, accanto ai fiori spuntano dei "bulbilli" (piccole piantine già formate) che cadranno sul suolo e daranno vita a una nuova colonia di Agavi. L’Agave è una pianta grassa carnosa e ricca d’acqua,  ama particolarmente le alte temperature mentre non apprezza per nulla le basse temperature invernali, soprattutto delle zone più a nord. Se si decide di coltivarla, pur abitando in luoghi con temperature rigide, deve essere protetta in luoghi caldi come all’interno di una serra, piuttosto che in appartamento o in balconi comunque riparati non riesce a sopportare temperature che scendono al di sotto dei 5°C. L’agave non chiede nient’altro: per la cura della pianta basta una discreta annaffiatura subito dopo la messa a dimora e poi non sarà più necessario bagnarla: non serve nemmeno il concime, che è un “in più”.

sabato 22 febbraio 2014

BUCANEVE


I bucaneve sono piante erbacee perenni, dai bulbi esternamente ricoperti di tuniche marroni, con un germoglio centrale circondato da un tubo a guaina. Le foglie sono appaiate, talvolta anche a 3, a forma lineare o ellittico-oblunga, solitamente più corte del fusto al momento della fioritura, ma poi più lunghe. Il fusto fiorifero, o scapo, può essere cilindrico o compresso ed emerge dalle foglie portando sulla cima un involucro - detto "spata" - da cui poi esce un solo fiore pendulo. Quest'ultimo non ha veri petali, ma 6 segmenti detti tepali, disuguali fra loro e di norma di un bel bianco puro: i tre interni sono assai più piccoli e provvisti di un piccolo seno al margine, mentre quelli esterni sono oblunghi o ellittici. I bucaneve sono quasi sempre di facile coltivazione, a condizione che si seguano alcune regole di base. Il terreno deve essere ricco di humus, ben drenato, umido, di preferenza calcareo o solo leggermente acido e non deve inaridirsi troppo in estate. La posizione migliore è in mezz'ombra, ma anche l'ombra piena viene tollerata: tuttavia, vuole più sole e riparo dai venti freddi. Quasi tutte le specie sono sufficientemente rustiche, sopportando temperature invernali fino a -15° C. Il momento normalmente suggerito per mettere a dimora i bulbi in giardino è l'autunno, fra settembre e novembre, ma non si deve andare incontro al freddo eccessivo. La profondità indicata è di solito fra i 5 e gli 8 cm, con una distanza fra bulbo e bulbo di una decina di cm o qualcosa meno, anche se una semina irregolare è il metodo migliore per ottenere effetti più naturali. Una buona pacciamatura, con foglie secche e paglia, contribuirà a proteggere i bulbi da agenti atmosferici straordinari e da sbalzi termici eccessivi. Il metodo più idoneo per la moltiplicazione è quello della divisione dei bulbi subito dopo la fioritura, a foglie verdi, se possibile ripiantandoli immediatamente per non danneggiare le radici. Coltivazione in vaso Scegliere un contenitore ampio e non troppo basso, possibilmente di terracotta, e provvedere subito ad un buon drenaggio, mettendo sul fondo argilla espansa o ghiaia. Poi, mescolare terriccio da giardino, terriccio di foglie e sabbia fine in parti uguali; interrare i bulbi ad una profondità di circa 2 cm, con la gemma che sporga dalla superficie del terreno. Per una fioritura che avvenga intorno a Natale, questa operazione va fatta subito dopo la fioritura, portando poi i contenitori dall'aperto alla serra calda all'inizio dell'autunno.

venerdì 21 febbraio 2014

IL FIORE DEL PAPAVERO


È il nome di una pianta erbacea annuale (Papaver rhoeas L. = sinonimo Papaver erraticum J.Bauh.), appartenente alla famiglia delle Papaveraceae, dai raccoglitori di erbe selvatiche conosciuta con il nome di rosolaccio, ma più famosa per il fatto che in primavera-estate produce caratteristici fiori vistosi di colore rosso-vivo, che colorano intere distese di prati coltivati a grano o a cereali in genere. La dea romana delle messi, Cerere, era infatti rappresentata con in mano un mazzo di papaveri. Si può trovare facilmente anche negli orti, tra i ruderi, lungo le strade di campagna, dal piano fino ad una altitudine di 1600 metri. È originaria dell’Asia e delle regioni mediterranee orientali; in Italia è presente in tutto il territorio. Il nome del papavero, secondo la fantasiosa etimologia di alcuni autori, deriverebbe dal celtico papa, cioè “pappa”, in riferimento al fatto che nella pappa dei bambini veniva inserito il succo di questa pianta per farli stare calmi. Spuntano ai bordi dei campi di grano in estate lasciando tutti a bocca aperta e la cosa bella è che sono loro stessi che si autoseminano di anno in anno. La delicatezza dei petali del papavero unita a queste tinte altrettanto fini ed eleganti è perfetta per accostarli a fiori dai colori forti e vivaci che darebbero una nota stonata al giardino vicino ad altri fiori meno aerei e dai toni meno smorzati. Sono fiori rustici e i loro semi amano riposare sotto la neve fino a primavera (nei climi mediterranei) o all’estate (nei climi più freddi).

ARANCE



Inizia a fiorire a marzo e con l'arrivo dell'inverno i primi frutti cominciano a maturare. Le prime sono le arance Bionde, seguono quelle Rosse; la raccolta di queste seconde avviene più o meno nel periodo successivo alla festa dell'Immacolata, l'8 dicembre. I frutti arrivano a maturazione a maggio inoltrato, un albero adulto produce circa 500 frutti all'anno. Coltivare gli agrumi in vaso non è particolarmente difficile, è sufficiente porre attenzione alle esigenze delle piante. Ecco dei buoni consigli per riuscire ad avere aranci e limoni anche in terrazza Naturalmente esistono specie di agrumi più adatti alla coltivazione in vaso perché le piante hanno un sviluppo radicale minore, sono proprio questi gli esemplari che dovete scegliere per il vostro terrazzo o cortile.I vasi vanno posizionati in un angolo in pieno sole, o dove lo ricevano almeno 4 o 5 ore al giorno in primavera e in estate quando sono in piena attività vegetativa; in inverno il sole non ha importanza, a loro è sufficiente la luminosità.Non bisogna mai lasciare asciugare completamente la terra del vaso tra una annaffiatura e l’altra, se la terra è asciutta la pianta mostra subito segni di sofferenza, con le foglie appassite che tendono a cadere. Seguendo questa regola, probabilmente in estate bisognerà bagnare le piante tutti i giorni, mentre in inverno basterà farlo una volta ogni due settimane.Bisogna innaffiare sempre con acqua a temperatura ambiente, meglio conservarla in un secchio per dar modo al cloro di evaporare. Naturalmente in estate è meglio farlo nelle ore più fresche, al mattino è l’ideale.Vasi degli agrumi devono essere in cotto e non vanno messi in un sottovaso, ma devono avere dei piedini che li tengano sollevati da terra, in questo modo l’acqua non ristagnerà nelle radici.

giovedì 30 gennaio 2014

PEONIA ARBUSTIVA

E' il momento adatto per piantare le Peonie arbustive a radice nuda. Tutte le varietà fioriscono dai primi di aprile ai primi di maggio preferiscono terreni ben drenati neutri e ricchi. Dalla messa a dimora vanno bagnate ogni dieci giorni, aumentandone la frequenza man mano che si avvicina il caldo per arrivare a una volta ohi tre giorni in seguito si irriga secondo la necessità. Autunno avanzato e inverno sono le stagioni più indicate per mettere a dimora peonie arbustive a radice nuda la più bella la peonia troni di corallo che sopporta temperature sino a -20 fiori leggermente profumati che raggiungono i 18 cm di colore tra il rosa e il rosso con petali che possono virare al bianco, una leggera ombra pomeridiana prolunga la fioritura.


LAMPONI FRUTTI DELIZIOSI

In previsioni di forti nevicate è il momento giusto di raggruppare e legare ai fili di sostegno i tralci che ci regaleranno deliziosi e squisiti frutti. Il rubus è una pianta pianta arbustiva costituita da tralci che si sviluppano dal ceppo e assumono portamento dapprima eretto e poi a fontana perché sono molto lunghi e il peso dei frutti li curva fino a terra. Per evitare che in caso di forti nevate i tralci dei lamponi si spezzino è opportuno raggruparli e legarli in modo da formare un fascio che verrà fissato al filo teso. Ribes e uva spina che sono allevati ad arbusto o ad alberello vanno invece affinati a un palo uno per ogni pianta e legati a esso. Il lampone richiede terreno fresco permeabile e ricco si sostanza organica, acido gradisce temperature non troppo elevate soffre il clima umido e afoso d'estate producono frutti una sola volta l'anno a giugno luglio a fine estate inizio autunno nella parte apicale dei tralci.


Echeveria Agavoides

Nome difficile da pronunciare per questa splendida pianta le cui foglie vengono spruzzate con una vernice non tossica rosso fuoco, blu elettrico, oro e argento in prossimità delle feste natalizie. Si tratta di rosette di Echeveria Agavoides piante grasse che in presenza di questo trattamento molto invasivo le più delle volte non sopravvivono perché questo trattamento occlude gli stomi ostacola la fotosintesi  e la respirazione. Nonostante sia una specie facile merita quindi tutta l'attenzione dei pollici verdi perché è una pianta bellissima, soprattutto quando è giovane con le sue belle rossette di foglie verde brillante molto interessante. Detesta il freddo e il gelo in presenza di condizioni estreme durante la stagione invernale può perde interamente le foglie pur mantenendo l'apice vegetativo verde e vitale in attesa dei primi caldi.

mercoledì 15 gennaio 2014

CALENDARIO SEMINE 2014



Clicca qui per aprire il Calendario delle semine

Il calendario delle semine è uno strumento particolarmente utile per scegliere il periodo migliore per la semina degli ortaggi. Per la semina diretta in campo o per il trapianto, occorre ricordare che le indicazioni presuppongono comunque che il terreno non sia gelato, quindi in alcune zone dell'Italia le semine all'aperto di ottobre-novembre-dicembre e gennaio possono essere particolarmente critiche.  La semina a dimora indica il porre il seme nella terra nella sua posizione finale, quella che occuperà quando produrrà i frutti (quindi senza la fase intermedia del trapianto).

sabato 28 dicembre 2013

Vischio la pianta portafortuna da appendere in casa in vista del nuovo anno



E’ una pianta strana, il vischio, e per questo ha sempre suscitato curiosità. Già il fatto di cre-scere su altri alberi è singolare. Se poi lo si osserva con attenzione, si resta affascinati dalle sue caratteristiche.
CHE ASPETTO HA? – Il vischio si presenta come un ciuffetto grassottello e tondeggiante di un bel verde allegro e vivace; è costituito da rametti cilindrici e molto articolati, foglie carnose, minuscoli fiorellini gialli ma, soprattutto, è contornato da tante palline splendenti che sembrano scolpite direttamente nella madreperla. Esistono all’incirca una trentina di specie differenti (anche nelle nostre campagne è possibile incontrarne alcune) e nascono generalmente tra i rami delle piante da frutto che, rese spoglie e grigie dall’inverno, possono però riacquisire un gioioso aspetto grazie a questo piccolo sempreverde, considerato uno dei “parassiti” più preziosi del mondo vegetale.Potete anche seminarlo, ma è bene che ricordiate che è un parassita; qualcuno lo definisce un semi parassita. Il seme grigio verdastro e piatto è contenuto in una bacca, una opalescente perla piena di una sostanza appiccicosa detta viscina, così appiccicosa che veniva usata per catturare uccelli e anche topolini. Posato il seme su un ramo, preferibilmente di melo o quercia, (il ramo deve essere giovane, altrimenti le piccole radici che si sviluppano dal seme - si chiamano austori - non riescono a oltrepassare la corteccia), armatevi di pazienza e aspettate. Durante il primo anno il seme non farà altro che infiltrare gli austori nel ramo che lo ospita e da adagiato che era si raddrizzerà. Però la pianta che lo ospita ha capito che quella minuscola presenza è pericolosa. Tenterà di respingerlo, generando nuovo tessuto e formando un piccolo rigonfiamento per impedire agli austori di raggiungere i canali legnosi di conduzione, dove assorbiranno la linfa grezza che sale dalle radici. Di solito, ma non sempre, vince il vischio e il secondo anno aprirà due minuscoli cotiledoni.


Il vischio è una pianta per lo più conosciuta da molti ed utilizzata a Natale come decorazione. Considerata, inoltre, come un portafortuna tanto che si è soliti appenderlo in casa in vista del nuovo anno. Il vischio, però, è una pianta che possiede numerose potenzialità curative. Già nel 1916 un medico tedesco, tale Rudolf Stainer, approfondì le ricerche su questa pianta ritenendo che possedesse proprietà anticancro. La terapia, messa a punto da questo ricercatore, prevedeva la lavorazione di questa pianta attraverso la fermentazione e la successiva somministrazione sottocutanea in quei pazienti colpiti da malattie neoplastiche. Successivamente anche in Francia si diffuse il suo utilizzo oltre che in alcune nazioni europee. In Italia molti medici sono soliti prescrivere terapie a base di Viscum album dopo averne notato la sua efficacia. Attualmente la Germania e la Svizzera utilizzano preparati a base di vischio come complemento a terapie oncologiche. Ciò che rende il vischio particolarmente indicato per combattere queste malattie sono alcuni suoi componenti che si ritiene rinforzino il sistema immunitario, in particolare il timo, l’organo che più di tutti stimola le capacità di autodifesa del corpo. Il vischio si è dimostrato efficace nel combattere, in particolare, le mutazioni genetiche e la moltiplicazione incontrollata delle cellule.


mercoledì 20 novembre 2013

IN AUTUNNO IL SORBUS SI COLORA DI ROSSO

 In autunno il Sorbus Torminalis, si colora di rosso. E' uno di quegli alberi che è raro vedere nei giardini, eepure ha una ricca fioritura profumata, frutti commestibili e decorativi, foglie insolite e interessanti. Diversamemente da altri sorbi le foglie che per la forma ricordano quelle di un acero in autunno a seconda del tipo di terreno e delle innaffiature assumono colori diversi: in terreni umidi e calcari si tingono di giallo, in quelli aridi, neutri e acidi possono virare al rosso, all'arancio al viola. Il sorbus torminalis è un albero con chioma densa e globosa allo stato spontaneo raggiunge i 15 m di altezza mentre in coltivazione si ferma a 7- 8 metri. In natura cresce a circa 800 m di quota ed è noto con i nomi comuni di pero carbione, o pero cerbone e di ciavardello. E una pianta robusta che può essere coltivata in tutta italia resiste sino a -15/-20 °C, supporta bene il caldo e non ha problemi quando il termometro segna valori attorno a 35-40 °C. Prospera sia in suoli acidi sia in quelli calcarei ha comunque preferenza per quelli neutri. Va bagnato bene al momento della messa a dimora e per una crescita veloce una volta alla settimana da aprile ad agosto. Per favorire una crescita veloce da aprile a ottobre va nutrito una volta al mese con un prodotto a base azotata ottimo il letame fresco sparso o interrato ai piedi della pianta. 

domenica 17 novembre 2013

CEDRO CANDITO PER LE FESTE


Panettone, pandolce, panforte, cassata il cedro agrume perfetto per la canditura, fa capolino in quasi tutti i dolci tradizionali delle feste, assieme a uvetta e pinoli, con il compito di impreziosirli. L'albero è piccolo e ipersensibile al freddo percio va protetto dagli agenti atmosferici viene utilizzata a tal scopo una sorta di pergolato di legno chiamata cedrata. La parte utilizzata del frutto del cedro è il 70% della buccia, spessa e ricca di oli essenziali è indispensabile nella pasticceria. Se volete cimentarvi nella coltivazione degli alberi di cedro, dovete per prima cosa considerare il terreno nel quale piantarlo, esso deve essere sabbioso, soleggiato e non particolarmente esposto ai venti. Il migliore per la coltivazione di questo agrume è quello costituito da argilla, sabbia e humus, ricco di azoto e potassio.  Successivamente dovete annaffiare l'albero due volte al giorno facendo attenzione a che l'acqua non ristagni nelle radici, creando marciume. In ultima analisi dovete raccogliere spesso i frutti per evitare che i rami si indeboliscano e soprattutto non eliminate le spine dai rami, la pianta ne potrebbe essere danneggiata e portare all'essiccamento dei rami.Per l’impianto di una cedriera bisogna sistemare il terreno, livellandone la superficie. Le buche aperte nel terreno, dove verranno inserite le giovani piante, dovranno essere allineate e arricchite di letame stagionato, dopo che le radici delle stesse siano state immerse in una miscela di letame bovino ed argilla. Nei primi anni di vita è sconsigliata ogni forma di consociazione erbacea, per evitare danni all’apparato radicale. Una volta impiantato nelle cedriere, il cedro mal sopporta il freddo e le gelate, per cui sarà necessario costruire dei telai per proteggerlo. Inoltre le cedriere hanno bisogno di ripari fissi ai lati, quali palizzate in legno, siepi vive, o muri di cinta. Una volta ultimato l’impianto bisogna procedere con zappature, per lo più concentrate in autunno. Si rimuoverà il terreno spandendovi il letame. Le piante di cedro vanno sottoposte periodicamente a potatura, in quanto, se lasciate crescere liberamente, si svilupperebbero in una chioma irregolare con rami spinosi che andrebbero ad accavallarsi tra loro, impedendo alla pianta stessa di fruttificare.È dunque necessario potarle vigorosamente per reciderne i rami non fruttiferi (secchioni), quelli secchi e quelli malati. Inoltre bisognerà legare le piante affinché il vento non le faccia urtare fra loro e quindi provochi dei graffi sui frutti. La raccolta dei frutti va effettuata in giorno pieno