lunedì 6 settembre 2010

GLI SPERONI DEL CAVALIERE


Guardando attentamente il fiore del Delphinium si nota la notevole assomiglianza con gli speroni del cavaliere, il nettario allungato è un insolita ed originale costruzione che ha indotto la fantasia popolare a trovare per loro pittoresche e lunghe serie di battesimi "speron di cavaliere", "cappucci", "erba cornetta", "occhio di pupa", "speronella ventaglina". Nella nostra regione, nascono 9 specie su 13 delle flora nazionale, si rifugiano tra le rocce delle alte quote alpine e lungo i litorali sabbiosi. I nostri speroni cominciano ad essere coltivati nei giardini nel XVI secolo, da allora innumerevoli idridi e varietà sono state create dagli specialisti floricolori, impegnati nella ricerca di colori e forme nuove, ma soprattutto nell'individuare razze resistenti alle malattie di cui soffrono sovente come il mal bianco e marciume. Da questi fiori sono stati estratti tinture verdi per tessuti, sostanze insetticide e pozioni medicinali. Nella nostra regione, secca e ventosa, il luogo ideale per collocare i Delphinium è a mezza ombra perchè necessitano di clima umido anche se ventilato. Occorre ricoprire pertanto la base delle piante con uno strato di foglie per mantenere costante la freschezza ed umidità delle radici ed annaffiare frequentemente. La divisione delle piante si effettua in primavera e la semina a marzo direttamente nelle aiuole o in cassoni nelle zone più fredde.

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