venerdì 21 febbraio 2014

IL FIORE DEL PAPAVERO


È il nome di una pianta erbacea annuale (Papaver rhoeas L. = sinonimo Papaver erraticum J.Bauh.), appartenente alla famiglia delle Papaveraceae, dai raccoglitori di erbe selvatiche conosciuta con il nome di rosolaccio, ma più famosa per il fatto che in primavera-estate produce caratteristici fiori vistosi di colore rosso-vivo, che colorano intere distese di prati coltivati a grano o a cereali in genere. La dea romana delle messi, Cerere, era infatti rappresentata con in mano un mazzo di papaveri. Si può trovare facilmente anche negli orti, tra i ruderi, lungo le strade di campagna, dal piano fino ad una altitudine di 1600 metri. È originaria dell’Asia e delle regioni mediterranee orientali; in Italia è presente in tutto il territorio. Il nome del papavero, secondo la fantasiosa etimologia di alcuni autori, deriverebbe dal celtico papa, cioè “pappa”, in riferimento al fatto che nella pappa dei bambini veniva inserito il succo di questa pianta per farli stare calmi. Spuntano ai bordi dei campi di grano in estate lasciando tutti a bocca aperta e la cosa bella è che sono loro stessi che si autoseminano di anno in anno. La delicatezza dei petali del papavero unita a queste tinte altrettanto fini ed eleganti è perfetta per accostarli a fiori dai colori forti e vivaci che darebbero una nota stonata al giardino vicino ad altri fiori meno aerei e dai toni meno smorzati. Sono fiori rustici e i loro semi amano riposare sotto la neve fino a primavera (nei climi mediterranei) o all’estate (nei climi più freddi).

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