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IL FIORE DEL PAPAVERO


È il nome di una pianta erbacea annuale (Papaver rhoeas L. = sinonimo Papaver erraticum J.Bauh.), appartenente alla famiglia delle Papaveraceae, dai raccoglitori di erbe selvatiche conosciuta con il nome di rosolaccio, ma più famosa per il fatto che in primavera-estate produce caratteristici fiori vistosi di colore rosso-vivo, che colorano intere distese di prati coltivati a grano o a cereali in genere. La dea romana delle messi, Cerere, era infatti rappresentata con in mano un mazzo di papaveri. Si può trovare facilmente anche negli orti, tra i ruderi, lungo le strade di campagna, dal piano fino ad una altitudine di 1600 metri. È originaria dell’Asia e delle regioni mediterranee orientali; in Italia è presente in tutto il territorio. Il nome del papavero, secondo la fantasiosa etimologia di alcuni autori, deriverebbe dal celtico papa, cioè “pappa”, in riferimento al fatto che nella pappa dei bambini veniva inserito il succo di questa pianta per farli stare calmi. Spuntano ai bordi dei campi di grano in estate lasciando tutti a bocca aperta e la cosa bella è che sono loro stessi che si autoseminano di anno in anno. La delicatezza dei petali del papavero unita a queste tinte altrettanto fini ed eleganti è perfetta per accostarli a fiori dai colori forti e vivaci che darebbero una nota stonata al giardino vicino ad altri fiori meno aerei e dai toni meno smorzati. Sono fiori rustici e i loro semi amano riposare sotto la neve fino a primavera (nei climi mediterranei) o all’estate (nei climi più freddi).

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Come pianta da camera, negli ultimi anni l'Anthurium ha subito uno sviluppo profondo, sia in termini di struttura, dimensioni del vaso, durata, che di colore, forma e dimensioni del fiore.
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Consigli per la cura: Molta luce, ma non sole diretto;Temperatura ambiente (non sotto i 17°C);Annaffiare due volte alla settimana (più o meno 250 ml di acqua tiepida);Concimare ogni tre settimane. Importante annaffiare uniformemente e con regolarità (non lasciare mai seccare troppo la pianta, e nemmeno annaffiare troppo)
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terreno troppo…

CICLAMINO FAQ

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LA MIGLIORE STAGIONE DELLE ORTENSIE

La stagione ideale per piantare le ortensie è la primavera, quando non vi sia più pericolo di gelate o l’autunno, nei climi più caldi. Evitare comunque di piantare in una giornata particolarmente rigida o di vento freddo. La condizione migliore è quando, dopo la pioggia, il terreno è friabile e umido.
La buca va scavata di dimensione doppia, sia in larghezza che in profondità, della zolla da piantare. Deporre sul fondo dello stallatico ben maturo o del composto. Riempire con la terra dello scavo, alla quale si sarà aggiunto sabbia o composto di foglie, per aiutare la ritenzione dell’acqua. Bagnare abbondantemente. Una buona pacciamatura, attorno alla pianta, aiuterà a mantenere l’umidità desiderata. Controllare, nei giorni successivi, se la pianta dà segni di sete: in quel caso bagnare copiosamente. Se si pianta l’ortensia in mezzo al prato, lasciare un anello di terra nuda attorno al piede del cespuglio, perché le sue radici non soffrano la concorrenza di quelle dell’erba. Man mano ch…