martedì 14 dicembre 2010

L'ABETE UN MESE PRIMA DEL NATALE


In dicembre l'abete rosso (PICEA EXCELEA) è popolarissimo in tutte le case è infatti l'albero di Natale, anche se oggi viene spesso sostituito da specie nordiche allevate appositamente per questo scopo. Passate le feste però viene spesso buttato vicino ai cassonetti dell'immondizia o peggio ancora piantato nel giardino di città magari troppo vicino al muro dell'edificio. Il consiglio più importante, prima del Natale, è quello di comprare l’albero presso un vivaio, solo così potremo essere sicuri di utilizzare piante provenienti da una normale attività agricola di tipo vivaistico. Le piante coltivate sono contrassegnate da un tagliandino di riconoscimento che indica, oltre alla denominazione del vivaio, il luogo di origine, la specie di appartenenza e l’età. Se l'alberello e privo di radici se è molto malandato o non si ha il posto dove tenerlo, si può comunque con uno sforzo immaginabile riciclarlo ponendolo nel cassonetto dei rifiuti organici o tagliandolo per aggiunggerlo a piccole dosi perché si decompone con difficoltà nella compostiera.
Altrimenti si può piantare in un grosso vaso con terra ACIDA da tenere sempre ben umida, o direttamente nel giardino solo se c'è sufficientemente spazio: la pianta adulta può avere un diametro di 5-6 m e un altezza di 10-15 m, deve quindi essere posta lontana dai manufatti per non danneggiarli. In particolare l’abete rosso, che è la specie maggiormente usata come albero di Natale, deve essere utilizzato in modo corretto, quindi non per il rimboschimento, ma come pianta da giardino. È, infatti, un albero spontaneo che cresce solo sull’arco alpino e in alcune “isole” dell’Appennino tosco-emiliano e piantarlo fuori da queste zone significherebbe creare problemi di inquinamento genetico.
Nel caso in cui non si abbia la possibilità di piantare l’albero, donarlo ai centri di raccolta indicati dai vivaisti o dai comuni che provvederanno al recupero della pianta. Dagli alberi ormai inutilizzabili viene ricavato il legno, mentre le piante in migliori condizioni vegetative vengono trasportate e trapiantate in luoghi idonei al loro attecchimento.
La collocazione migliore rimane però la montagna alpina, sopra gli 800 m di quota dove il clima freddo lo fa vivere veramente bene. A tal proposito, si possono utilizzare, in alternativa agli abeti, altre specie di piante sempreverdi che più facilmente si adattano al clima cittadino e a quello delle pianure, come ad esempio l’agrifoglio, il ginepro, il corbezzolo, il viburno, il leccio, l’alloro e la sughera.

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